Il gelato secondo noi

Chi è l’inventore del gelato?

Il gelato, come lo intendiamo oggi, è una creazione nata presso la corte di Caterina De’ Medici.

10/02/2016

L’origine del gelato si perde nella notte dei tempi: fin dall’epoca romana si ha notizia di preparati dolci con ghiaccio. Nel Medioevo i gelati sparirono perché considerati fonte di peccato, ma in Oriente l’invenzione delle bevande fredde continuò a svilupparsi. Per gli Arabi era tradizione bere bevande zuccherate per contrastare la calura, questo li portò a perfezionare la preparazione dei sorbetti.

Il passo avanti avvenne quando, alla fine del IX secolo, gli Arabi occuparono la Sicilia: i sorbetti posero le basi per tutta la tradizione del gelato che si sarebbe poi sviluppata sull’isola. Un esempio su tutti è la granita al limone, che anticamente veniva preparata con la neve dell’Etna.

Il dessert cominciò a prendere piede sempre più a nord: Napoli, Firenze, Milano. Il vero momento di svolta fu durante il Rinascimento fiorentino. Quando Caterina De’ Medici bandì una gara per il “piatto più singolare mai visto”, vinse il Ruggeri che di mestiere vendeva polli e faceva il cuoco a tempo perso. Il successo fu tale che Caterina volle portarsi il Ruggeri in Francia, al momento di sposare il duca Enrico d’Orléans. In questo modo il gelato si diffuse anche in Francia, pur rimanendo una pietanza da ricchi, a causa della difficoltà di conservazione del ghiaccio.

Da allora, in modi e varianti diverse, il piacere del gelato ha conquistato sempre più estimatori in tutta Europa e successivamente in tutto il mondo. Negli Stati Uniti l’invenzione della gelatiera a manovella permise di iniziare la produzione industriale di un prodotto morbido e dalla consistenza uniforme. L’Italia rimane comunque universalmente riconosciuta come patria del buon gelato.

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